“Volete le elezioni? Pagatevele”. Il governo non garantisce per le amministrative sarde

Una lettera del Viminale gela il presidente Cappellacci: “Sono cambiate le normative”. Il costo previsto è 800 mila euro: ora è a rischio il voto di maggio in 65 Comuni. Nella Regione sono in programma anche i referendum “anticasta”, ma non è passato l’accorpamento in un unico Election Day, con relativo risparmio


Il presidente della Sardegna Ugo Cappellacci

E ora pagate voi, senza offese: questione di competenze, autonomia e risparmio. Dal governo non arriveranno infatti i soldi per le schede, per i manifesti, né soprattutto per un particolare, e costoso, software che gestisce e trasmette i dati elettorali. Rischia così di saltare il voto delle prossime amministrative in Sardegna previste in 65 comuni per il 20 e 21 maggio, data diversa da quella stabilita da Palazzo Chigi per il resto d’Italia. Nell’isola il 6 maggio, invece, si voterà per dieci referendum che chiedono tra l’altro l’abolizione delle province.
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BALLOTTAGGIO PER IL SINDACO DI CAGLIARI – SNI DA INDICAZIONI DI ASTENSIONE DAL VOTO

Oggi, venerdì 27 maggio 2011, si è svolta alle ore 10,00 a Cagliari la conferenza stampa indetta da SNI
(Sardigna Natzione Indipendentzia).
Segue il testo integrale del comunicato stampa.

Questa conferenza stampa è stata convocata per annunciare che SNI non appoggia, coerentemente con il suo Statuto, nessuno dei due sindaci impegnati nel ballottaggio, perchè esponenti di coalizioni elettorali formate da forze politiche che, tranne qualche eccezione, hanno genesi, motivazioni e interessi fuori dalla Sardegna.
Dunque sarebbe stato anche fuori luogo convocarla, semplicemente per ribadire qualcosa di già implicito dell’indipendentismo così come noi lo intendiamo.
Ma lo si è fatto per annunciarel l’impegno di Sardigna Natzione Indipendentzia, nei confronti dell’amministrazione di questa città, sentendosene in qualche maniera coinvolti, avendo scelto di partecipare alle elezioni amministrative di Cagliari.
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SNI alle elezioni comunali di Cagliari – in appoggio a Claudia Zuncheddu

La lista di “SARDIGNA NATZIONE – Po Casteddu”

Claudia Zuncheddu

ha presentato con esito positivo la lista di partecipazione alle elezioni di Cagliari, con una coalizione indipendentista che comprende anche la lista civica
CON CLAUDIA ZUNCHEDDU,
iRS
Par.I.S. Malu Entu
(ed ha il sostegno esterno di A Manca pro s’Indipendentzia).

La nostra lista è composta da 35 candidati tutti che gravitano nella sezione del distretto di Cagliari.
I giovani della lista sono tanti e quasi tutti provengono da Speriantzia de LibertadiGiovunus de SNI.

La nostra armata di unità indipendentista sostiene come candidata Sindaco CLAUDIA ZUNCHEDDU.

Ecco i nostri candidati:
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Addio Gita, il tempo è scaduto: Vinyls nel baratro

Il tempo è scaduto: i soldi annunciati da Gita ancora non si vedono e il ministro Romani ha deciso di non concedere altre proroghe al fondo svizzero-tedesco.
La vertenza Vinyls riparte dalle altre offerte presentate al bando.
povera delegazione
SASSARI Il tempo delle proroghe è scaduto, i soldi annunciati quindici giorni fa ancora non si vedono e il ministro chiude le porte a Gita. Romani, lo stesso che a dicembre aveva definito gli investitori svizzeri «persone serie e affidabili», dopo un rosario di rinvii e scadenze mai rispettate dice che è arrivato il momento di guardare avanti, «prendendo in esame anche altre proposte». Per la Vinyls è buio fitto. Martedì i sindacati e le istituzioni saranno a Roma, al tavolo convocato al Mise per fare il punto della situazione. Sotto, a manifestare nella piazza, ci saranno anche gli operai.

La mazzata arriva alle 7 di sera, quando le banche sono chiuse da un pezzo e dal Veneto arriva la conferma che dei 100 milioni versati da Gita non c’è traccia. Nonostante le ultime rassicurazioni da parte dell’amministratore delegato Giovanni Unali, che mercoledì sera aveva ribadito che l’operazione sarebbe andata prestissimo a buon fine, la bella notizia non è arrivata. E il ministro Paolo Romani, che insieme ai commissari straordinari della Vinyls aveva stabilito quella di ieri, venerdì 15 aprile, come la data finale, ha deciso che «la difficile situazione finanziaria di Vinyls Italia e le legittime aspettative dei suoi lavoratori non consentono ulteriori proroghe dei termini». Sarà vero? In questa storia in cui si è detto tutto e il contrario di tutto, dubitare appare legittimo. Anche perché, dietro la porta, non ci sono altri acquirenti pronti a regalare un futuro sereno agli operai della Vinyls.

Ci sono due offerte, una targata Dioki e l’altra Igs, che prefigurano lo scenario spezzatino (con la chiusura dello stabilimento di Porto Marghera) e dunque l’addio al ciclo integrato del clorosoda, quello al quale è (o era) interessato il fondo Gita. E la «tutela del tessuto industriale e dei livelli occupazionali resta una delle priorità del nostro governo, soprattutto in un comparto così strategico come quello chimico», ha ribadito anche ieri sera il ministro Romani. Dunque, pur se la porta è ufficialmente chiusa, è probabile possa riaprirsi nel caso i 100 milioni (più 1milione 400mila euro per gli stipendi di febbraio e marzo), dovessero finalmente comparire.

Pochi pensano che accadrà, per nulla fiducioso è il presidente di Syndial Leonardo Bellodi, che con Gita il 1º marzo aveva firmato l’accordo per la cessione del ciclo del cloro: «La misura è colma, gli svizzeri hanno disatteso gli impegni troppe volte. Peccato, perché sembravano persone serie, ora a continuare a dargli fiducia si rischia di sfiorare il ridicolo. Per riacquistare credibilità, questi signori hanno un’unica strada: pagare, subito». E a chi sostiene che tocchi a Eni farsi carico della situazione, Bellodi dice che «Eni è uscita dal pvc da un pezzo, esattamente dal 1985. Dunque mettere una pezza in questa situazione non è compito suo».

Mipev
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La Sardegna per ospitare una o due centrali nucleari

referendum contro il nucleare

Articolo apparso nel 2008.
Sempre utile per riflettere ed evitare qualsiasi istallazione di energia nucleare in Sardegna.

NO NUKE 2008

La Sardegna è stata designata per ospitare una delle centrali nucleari da costruire in Italia. Questa sciagurata idea sarebbe ora al vaglio dei tecnici del ministero delle Attività produttive. La decisione di avviare la costruzione delle centrali di terza generazione è stata annunciata di recente dal ministro Scajola, che ne ha confermato la realizzazione entro la legislatura. Un impegno assunto dallo stesso presidente del consiglio all’atto della fiducia al nuovo governo.

Per noi non è pensabile che si possano costruire centrali atomiche. Il pesante tributo versato dai sardi all’occupazione militare americana non sembra essere ancora sufficiente. Le morti “sospette” di troppi giovani soldati, l’elevata incidenza di tumori nelle zone abitate limitrofe alle basi, l’inquinamento ambientale, l’occupazione di vaste aree di grande valore naturalistico, non sono ancora soddisfacenti per impedire altri disastri? Dobbiamo cominciare a lottare da oggi contro questa inaccettabile ipotesi.
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NO NUKE – Fissata la data del referendum consultivo contro il nucleare in Sardegna

NO NUKE

FISSATA LA DATA DEL REFERENDUM CONSULTIVO  CONTRO IL NUCLEARE IN SARDEGNA



Nasce il 4 Luglio 2010 a S.Giusta (OR) il COMITATO.SI.NONUCLE

Il “Comitato per il Si” nel
Referendum Contro il Nucleare il Sardigna
nasce a Santa
Giusta (OR) il 4 Luglio 2010 in una partecipatissima riunione
svoltasi in una delle sale comunali del paese, nella quale si sono
incontrate numerose organizzazione politiche, sociali, sindacali e
culturali per dare vita ad un vero e proprio coordinamento di
tutti i gruppi che si riconoscono nella lotta al nucleare.

Dall’assemblea è emersa chiaramente la
necessità di unire le forze in vista del conseguimento di un
obiettivo comune: informare e mobilitare il Popolo Sardo affinché
si rechi a votare e si raggiunga il 33% necessario a rendere
valido il Referendum, per il quale si sarà chiamati alle urne
probabilmente nella primavera del 2011.

A Santa Giusta è nato uno spazio di
condivisione aperto a tutti i Sardi, indipendentemente dalla
propria appartenenza partitica ed è stata l’occasione non solo per
riflettere su una politica energetica ad alto rischio come quella
nucleare ma anche per affermare il diritto del Popolo Sardo ad
esprimersi su questioni di questo tipo. La nostra Isola non ha
bisogno del Nucleare in quanto energeticamente è già
autosufficiente.

Il nostro Popolo ha il diritto di salvaguardare il proprio
territorio dai rischi che possono derivare da questa nuova
servitù.

Siamo chiamati ad una scelta di responsabilità verso le
generazioni future.

Questa è una battaglia di civiltà nella quale tutti possiamo fare
la nostra parte e dare un contributo.

Giovanni Fara
Componente Esecutivo Comitato.Si.Nonucle
 Condivisioni di base del COMITATO “SI NONUCLE”:
1) Il comitato.si.nonucle è contro il nucleare in Sardegna e contro il
nucleare in qualsiasi altra parte del mondo.
2) Il Popolo Sardo ha il diritto di decidere sul nucleare e sulle questioni
che riguardano il proprio territorio ed il proprio futuro.

Quesito referendario:
“Sei contrario all’installazione in Sardegna di centrali nucleari e siti per
lo stoccaggio di scorie radioattive da esse residuate e preesistenti?”

ALCUNE RAGIONI DELL’ESSERE CONTRO

CONTRO IL NUCLEARE: VOTA SI
Referendum consultivopromosso ai sensi della Legge Regionale n°20
del 17 Maggio 1957
  
 
 
 
 
 
 

 

 

 

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